Il Paesaggio Locale di Avola Antica e Noto Antica

Dopo il disastroso terremoto del 1693 che colpì la Val di Noto, numerose città vennero completamente distrutte, alcune furono riedificate in sito, altre (fra queste Avola e Noto) furono ricostruite in altre aree ritenute più sicure, per la protezione degli abitanti ed in particolare modo per un futuro rischio sismico.
La scelta di ricostruire altrove è imposta dalla completa distruzione degli edifici. Il terremoto aveva evidenziato i limiti dell'ubicazione dell'edilizia dislocata sui pendii di un suolo calcareo che, per la rigidità della sua struttura molecolare, non poteva opporre resistenza alla violenza delle scosse telluriche. Maggiore elasticità mostrava di possedere invece la sottostante pianura costiera, formata da stratificazioni di terra di riporto. Per Avola, la presenza in pianura di qualche magazzino, che resistette al cataclisma, avvalorò tale scelta.
La scelta della ricostruzione extra moenia e la straordinaria similarità geomorfologia di questi luoghi conseguono di potere contenere in un unico paesaggio locale quello “collinare Ibleo” appartenente ai territori di Avola Antica e Noto Antica.
L'aspetto più rappresentativo di questo due territori è sicuramente quello naturalistico che per il territorio di Avola è rappresentato in tutto il suo splendore dalla “Cava Grande del Cassibile”, un canyon naturale che scorre dal tavolato ibleo fino alla pianura costiera. La Cava si presenta con la struttura di una valle che va ad aprirsi su delle coste molto ripide. Essa e' tra le piu' estese tra quelle che solcano gli Iblei. Presenta numerose tombe a grotticella che vanno a costituire la necropoli del Cassibile risalente ad un periodo storico che va dall'undicesimo al nono secolo A.C..Nella Cava si possono visitare due cittadine rupestri. Tutta la Cava ha un alto valore naturalistico grazie alla innumerevole presenza di svariate grotte, alcune delle quali costellati da sorgenti d'acqua, per la presenza della macchia mediterranea, per la notevole bellezza delle numerose specie di orchidee qui preservate, interessanti per le loro diverse forme e colori, nonche' l'arricchimento notevole dato dai numerosi platani orientali, oleandri ed euforbie. Data la sua particolare bellezza, tutta la Cava e' sottoposta alla tutela legislativa come Riserva Naturale Orientata.
La presenza di numerose ritrovamenti archeologici e tombe sicule a forno insieme al Santuario di Madonna delle Grazie con il suo Convento completano la ricchezza testimoniale di una civiltà che per tanto tempo ha vissuto in quei luoghi.
Non meno secondario e altrettanto interessante è il territorio Netino che con la sua area forestale e la presenza di numerose essenze arboree rappresenta un unicum paesaggistico rilevante che insieme alla moltitudine di monumenti e beni isolati, sparsi in tutto il territorio, ha contribuito a far dichiarare quel territorio di notevole interesse paesaggistico.
Le numerose testimonianze antropiche sparse in tutto il territorio ci fanno comprendere la specificità del sito, dove sorgeva Noto prima del terribile terremoto deI 1693, che certamente doveva essere, per tutta la Valle, un luogo molto importante.
L'antica città di Noto si sviluppava lungo il crinale dell'Alveria, chiusa tra due profonde gole che rendevano il sito facilmente difendibile. Attraverso la Porta Aurea ci si addentra fra le strade, un tempo gremite di gente ed ora immerse nella vegetazione, in un suggestivo percorso segnato da pochi ruderi che sbucano tra gli arbusti.
Lungo la strada che conduce al luogo ove sorgeva la città vecchia, si può individuare l'Eremo di S. Corrado fuori le Mura, immerso nel verde. e proseguendo in direzione Palazzolo, dopo circa 5 Km, si scorge il Santuario di S. Maria della Scala e il Convento al quale si giunge dopo un tratto in discesa, con ai margini edicole che illustrano le stazioni della Via Crucis.
Dopo qualche Km si arriva a Noto Antica, abitata già dalla preistoria e ricchissima di testimonianze di varie epoche; si entra dalla Porta Reale con a destra ruderi del castello, e più avanti l'Eremo della Provvidenza, costruito nel XVIII° secolo a memoria del sisma del 1693, che distrusse la città. Nei locali dell'annesso convento si trova un antiquarium con pezzi rinvenuti in loco. Sono visibili tra i ruderi e la folta vegetazione anche i resti del Gynnasium Greco del III° sec. a. C., ed i resti di un muro megalitico dello stesso periodo, infine, le rovine della chiesa del Carmine, su cui è stata costruita una casa colonica.